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Legge di Bilancio 2019: arrivata la bocciatura dall’Ue

La Commissione Europea ha bocciato la Legge di Bilancio 2019 italiana. La decisione era attesa da giorni dopo che la Commissione aveva respinto qualche settimana fa la prima proposta di manovra economica e aveva chiesto all’Italia modifiche che tuttavia non sono state effettuate.
Con l’occasione, la Commissione Europea ha pubblicato anche un allarmante rapporto sull’evoluzione del debito italiano, che costituisce il primo passo verso l’apertura di una procedura per debito eccessivo, attraverso la quale le autorità europee potrebbero chiedere al paese riduzioni specifiche sia del debito sia del deficit, possibilmente entro tempi ridottissimi.
La bocciatura arriva perché la Commissione Europea ritiene il bilancio presentato sia fuori linea rispetto agli impegni italiani, in un contesto in cui ciascun paese è responsabile di mantenere finanze pubbliche in ordine per garantire la stabilità della moneta unica.
Da Roma si continua a sostenere la direzione assunta, confermando che questa manovra assicura il controllo dei conti pubblici e garantisce la riduzione del debito-Pil.

Ora cosa accadrà:

  • il rapporto sul debito sarà trasmesso ai Governi che ne faranno una prima valutazione entro due settimane;
  • successivamente l’esecutivo comunitario potrà presentare al Consiglio una raccomandazione in vista dell’apertura di una procedura per debito eccessivo contro l’Italia. Attraverso quest'ultima, Commissione e Consiglio potranno chiedere all’Italia specifiche misure di risanamento dei conti pubblici secondo una tempistica precisa;
  • successivamente scatterebbero le sanzioni pecuniarie dal 0,2 al 0,5% del Pil. C’è da dire che il passaggio alle sanzioni non è così scontato: nessun Paese europeo, infatti, finora è mai stato sottoposto a sanzioni al termine della procedura di infrazione.

In ogni caso l’Italia non uscirà danneggiata soltanto se verranno applicate le sanzioni, in quanto il rischio più grave è quello di aumentare lo stato di sfiducia nei confronti dell’Italia che già è alto.

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