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Expo Milano 2015: i chiarimenti sugli aspetti fiscali dello smantellamento

L'Agenzia delle Entrate ha emanato ieri 20 gennaio 2016 la prima circolare dell'anno, che fa il punto sugli aspetti fiscali connessi alla fase di smantellamento degli stand utilizzati per l'Expo Milano 2015, che come da regolamento dovrà concludersi entro maggio 2016. In particolare, il documento di prassi chiarisce il trattamento fiscale delle operazioni relative alle eventuali cessioni, a titolo oneroso o gratuite, degli stessi padiglioni, del loro contenuto e dei vari beni utilizzati durante la manifestazione. In relazione alla cessione a terzi da parte di Partecipanti ufficiali (cioè Stati e Organizzazioni internazionali intergovernative – ciascuno con una propria struttura operativa denominata Commissariato generale di sezione) di beni (compresi i padiglioni) utilizzati per l’attività istituzionale espositiva, l’esenzione dall’Iva resta ferma, sia in caso di cessione a titolo oneroso sia gratuita, sempre che, al momento di acquisizione o costruzione del padiglione oppure di acquisto o importazione dei beni impiegati per realizzare la struttura, sia stato legittimamente applicato l’accordo tra il Governo italiano e il Bureau international des expositions (Bie) sulla non imponibilità dei beni utilizzati per lo svolgimento dell’attività istituzionale.

Con riguardo ai servizi di smontaggio e/o smantellamento dei padiglioni, poi, poiché riconducibili al codice 43.11.00 compreso nella sezione F della tabella di classificazione Ateco 2007, quando resi a soggetti passivi d’imposta, ricadono nell’ambito di applicazione del reverse-charge.